San Giovanni la Punta    

[S. Giovanni la Punta] San Giovanni La Punta è posto alle falde dell'Etna, a poco meno di 9 Km. da Catania ed a 350 mt. sul livello del mare, con una superficie di 1073 ettari ed ha una popolazione di 20.000 residenti.
Fino a qualche decennio addietro era un piccolo centro collinare dedito alla viticoltura e per il suo clima temperato sede ambita di villeggiatura. In questi ultimi anni la notevole urbanizzazione edilizia dovuta alla crescente immigrazione ha preso il posto delle coltivazioni ed ha cambiato il volto di San Giovanni la Punta trasformandolo in un grosso centro commerciale.
 
 

CENNI STORICI

San Giovanni La Punta o meglio San Giovanni del Bosco come ci viene tramandato, dato che non esiste un archivio storico, cambiò l'antica denominazione con l'attuale.
Pare che in seguito ad una eruzione dell'Etna a causa della colata lavica che fuoriusciva dai monti Trigona e che minacciava di distruggere la borgata esistente, gli abitanti del luogo invocarono l'aiuto del patrono San Giovanni Evangelista affinché la lava risparmiasse l'abitato.
Il magma si fermò, deviando verso est, e formò una "punta" più avanzata di lava che diede origine al cambiamento del nome in San Giovanni La Punta. I Puntesi in segno di riconoscenza, eressero una icona dedicata appunto a San Giovanni Evangelista in Via Roma all'inizio di Piazza Mangano.
Le prime notizie storiche sono alquanto imprecise e molto vaghe, ricostruite dagli atti della parrocchia centro, tuttavia si ritiene con certezza che il primo accentramento urbano della zona è avvenuto nel primi secoli successivi all'anno mille.
Il borgo di "Massa Trappea" (oggi Trappeto) e quello di San Giovanni La Punta comprendevano vasti possedimenti rurali.
In seguito i due borghi furono riuniti nella unica denominazione. Il casale di San Giovanni La Punta, come del resto tanti altri, fu venduto da Filippo IV di Spagna per sopperire alle necessità economiche in cui versava la Corte spagnola.
La vendita dei casali sdegnò i Catanesi che nel maggio 1647 si rivoltarono.
Durante questa rivoluzione fu incendiato l'archivio storico di Catania, furono distrutti con gli atti dal 1442 in poi.
Successivamente i Casali di San Giovanni La Punta e S. Gregorio furono acquistati da Giovanni Andrea Massa al prezzo di 8.000 scudi. In seguito, per la legge sui Comuni del 1818, il Casale di San Giovanni La Punta fu elevato a Comune e Trappeto fu aggregato ad esso come frazione. Scriveva il vulcanologo Giuseppe Recupero, illustre cittadino puntese ne suo volume "Storia generale dell'Etna" che le timpe della Catira, ottime per la coltivazione del frumento, orzo, lino, alberi da frutta e per i pascoli sono in realtà un aggregato di vecchie lave, sabbia, rena, ghiaia terra dell'Etna ed argilla. Notò anche che assieme all'argilla vi era uno strato di conchiglie diverse. ed esortava il mattoniere Nunzio Spampinato e tutti i mattonieri del luogo a non usare L'argilla in questione per non ottenere, poi, tegole imperfette a causa di frammenti fossili. Tutto ciò lascia dedurre che in origine il mare lambiva questa zona e che successivamente la lava dell'Etna, o altri fenomeni naturali hanno fatto ritirare il mare allo stato attuale, tant'è che da scavi compiuti in passato furono rinvenute proprio tracce di catene di attracco per naviglio.
 
 

MONUMENTI - CHIESE - OPERE D'ARTE

San Giovanni La Punta, non essendo un paese antico non ha centri storici degni di nota né grandi capolavori d'arte. Nella Chiesa Madre, costruita intorno al l4l0 ed elevata a parrocchia nel 1418 e rifatta nel secoli successivi, possiamo ammirare nella Cappella laterale di San Giovanni Evangelista, allestita verso il 1758, un dipinto del Santo eseguito, pare, da un pittore fiammingo. Stupendo è il portale esterno della confraternita del Sacramento, eseguito in pietra lavica.
All'inizio di San Giovanni La Punta, venendo da Catania, al confine con il territorio dei Comuni di Tremestieri Etneo e Sant'Agata li Battiati, si trova la Chiesa della Ravanusa.
In questa chiesa si trova una immagine di Maria Santissima Assunta detta di Ravanusa, perché (anche qui incerta è l'origine) davanti a questa immagine una giovane donna presa da svenimento "rinvenne" fra le meraviglia dei presenti. Altra versione è che in seguito a degli scavi è stata "rinvenuta" l'immagine della Madonna.
Successivamente la parola "rinvenuta'" fu cambiata in "Ravanusa".
La chiesa di S. Sebastiano è datata 1670, si può leggerlo infatti nell'arco interno della chiesa.
Altre chiese sono: Madonna delle Grazie, Madonna di Loreto, Madonna della Neve, San Giuseppe e S. Lucia.
A Trappeto, frazione di San Giovanni La Punta, si trova la Chiesa di S. Rocco, costruita dal 1602 al 1605 per opera degli scampati alla peste che infierì dal 1575 al 1578.
Detta chiesa sorse sul terreno lasciato da Vincenzo Nicolosi-Trappetese, con atto di donazione del 29.8.1586 (Notaio, Vincenzo Cuccia di Catania).
A Pietra dell'Ova quartiere nuovo che collega Trappeto a Catania, si trova la Chiesa della Madonna delle Lacrime, costruita dal 1962 al 1965 con il contributo del Sig. Bonaccorso Rosario su di un terreno donato dalle sorelle Fichera ed elevata a parrocchia il 6.5.1973 ed affidata ai padri Carmelitani.

PERSONAGGI

San Giovanni La Punta ha dato i natali a vari personaggi illustri. Il già citato Giuseppe Recupero (1720 - 1778) insigne vulcanologo. I suoi concittadini gli hanno dedicato una piazza ed un busto marmoreo collocato in piazza Raddusa. I suoi due volumi "Storia naturale e generale dell'Etna" sono stati ripubblicati nel 1983.
Lucia Mangano (1896-1946) Orsolina, figlia di genitori puntesi, nata a Trecastagni, venne a San Giovanni La Punta da bambina e vi rimase fino alla morte. ove la salma è tumulata nella chiesa dell'istituto delle Orsoline in Via Roma. Oggi dichiarata beata, mentre il Comune gli ha dedicato la piazza principale.
Giuseppe Scalia (1882 - 1964) Canonico. Insigne letterato.
Gabriele Maria Allegra (1907 - 1976) Francescano o.f,m. missionario in Cina. Tradusse la Sacra Bibbia in cinese. Le sue spoglie adesso riposano ad Acireale nel convento di S. Biagio. Anche lui dichiarato beato. Il comune gli ha dedicato una piazza ed un monumento sul sagrato della chiesa Madre.
 
 

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